lunedì 6 giugno 2016

GRAND SLAM - PICKUP SIGNAL ENHANCER PEDAL

Avrei potuto chiamarlo semplicemente "guitar booster", che tecnicamente è, ma non gli avrei reso giustizia.
Infatti, a differenza degli altri pedali booster (almeno quelli di mia conoscenza) le cui possibilità di impiego e relative prestazioni non serve di certo che vengano qui da me descritte, il GRAND SLAM è una delle mie due proposte che permettono di elevare, quando collegati subito dopo la chitarra, le prestazioni soniche generali dei tipici combo e testate convenzionali. La stessa cosa come avviene anche, in molti casi, impiegandoli insieme agli effetti a pedale.






Il GRAND SLAM è un pedale ad elevate prestazioni, ottenute attraverso una realizzazione senza compromessi, completamente artigianale.

E' espressamente dedicato ai chitarristi più esigenti, i quali oltre a desiderare un pedale capace di assolvere al meglio le funzioni tipiche del booster, vorrebbero poter elevare, insieme al livello del segnale proveniente dai pick-up, anche la qualità complessiva e la classe dell'intero sistema chitarra/effettistica/amplificazione.








L'evoluta circuitazione, interamente a JFET discreti e selezionati (niente circuiti integrati/op amp), consta di:

- uno stadio di ingresso, che oltre ad amplificare il segnale ne conserva anche le più lievi sfumature timbriche e dinamiche, senza alterarle, risultato conseguito anche con un efficace contrasto a fruscìo e ronzìo. Questi ultimi, infatti, non sono fastidiosi soltanto mentre le corde dello strumento vengono tenute ferme, ma le loro armoniche generano battimenti (e quindi degrado sonico) anche con il segnale musicale.
Il principio sul quale si basa il miglioramento sonico consentito dall’impiego dei miei due pedali “booster”, è relativamente semplice da comprendere, proponendosi di compensare la perdita di informazione (armonica e dinamica) introdotta inevitabilmente dal tipico stadio di ingresso che equipaggia la stragrande maggioranza degli amplificatori commerciali per chitarra elettrica.
Per chi non lo sapesse, sarà sufficiente trovare in rete lo schema elettrico del proprio amplificatore e constatare che lo stadio d’ingresso (il più vicino alla presa jack...) è costituito da un triodo (nient’altro che una delle due sezioni di cui è composta una ECC83 o 12AX7 che dir si voglia) con l’anodo collegato ad un resistore (tipicamente da 100 Kohm, più raramente da 150 Kohm come qualche MESA BOOGIE o 220 Kohm come nei Soldano SLO). Questo stadio è il classicissimo amplificatore a catodo comune e, oltre ad essere decisamente sensibile al ronzìo dei 50 Hz di rete, non è certamente il migliore per prendersi cura del delicato segnale proveniente dai pickup che, dopo diversi metri di cavo, giunge all’ingresso dell’amplificatore. In una certa misura, so di poter affermare che, sonicamente, lo stadio d’ingresso degli ampli commerciali è un collo di bottiglia! Nei casi citati, in cui il resistore anodico assume un valore superiore ai 100 Kohm, aumenta il guadagno dello stadio, ma il resto non migliora apprezzabilmente.
Quindi, come avrete intuito, gli stadi d’ingresso dei miei pedali (compresi anche gli overdrive) hanno una struttura più evoluta, e quindi più performante. A questo punto, abbassando quel tanto il gain dell’amplificatore (basta poco) per poi compensarlo con quello del pedale, si va a “revocare” il delicatissimo incarico di stadio d’ingresso all’amplificatore, affidandolo nelle “mani”, ben più amorevoli, del nostro beniamino.
A questo punto si potrebbe obiettare che i miei pedali “booster” non sono implementati con dei triodi, bensì con dei JFET… Ebbene, che mi crediate o meno, almeno in certe applicazioni, non è fondamentale il tipo di elemento attivo impiegato (come tendenza timbrica, comunque, saprete che triodi e FET sono molto simili…), ma, piuttosto, lo schema circuitale messo in campo e, non ultima, la sua messa a punto.

Potrei farli anche a triodi i miei booster, certamente, ma oltre alle inevitabili lievitazioni di costi e ingombri, non ci sarebbero apprezzabili miglioramenti a livello sonico (fatto salvo quel quid in più di fascino e seduzione che caratterizza sempre un circuito valvolare rispetto ad uno solid state).

Un segnale correttamente preamplificato (boostato), dunque, consente efficacemente di far lavorare meglio l'amplificatore, al quale può/deve essere abbassato proporzionalmente il GAIN, come dicevo più sopra, a meno di non ricercare proprio la funzione di boost, cioè di “spingere” maggiormente il segnale all’ingresso dell’amplificatore tramite la manopola OUT LEVEL, ma con risultati che, comunque, risultano più soddisfacenti rispetto a quelli ottenibili tipicamente tramite altri pedali booster.



Torniamo alla circuitazione del GRAND SLAM:


- il controllo FOCUS (più propriamente BASS FOCUS), il quale non interviene apprezzabilmente nel range delle alte frequenze, sempre ben presenti, chiare e definite, ma serve per focalizzare al meglio la risposta "quantitativa" delle basse e medio-basse in ogni contesto, anche coadiuvando, ovviamente, questo controllo con gli altri presenti sull'amplificatore, come per esempio BASS e DEPHT. Grazie al GRAND SLAM è improbabile che avrete ancora da lamentare bassi presenti ma non sufficientemente smorzati (o rimbombanti e rigurgitanti), oppure, viceversa, abbastanza smorzati e controllati, ma troppo poco presenti!


- un stadio buffer, non meno evoluto e prestante dello stadio di ingresso, che abbassa l'impedenza del segnale in uscita senza distorcerlo o comprimerlo e senza ridurne apprezzabilmente l'ampiezza, che anche per questo motivo risulta comunque elevata nonostante il circuito sia alimentato a soli 9V;

Perché una circuitazione totalmente a JFET? E’ presto detto: Basso fruscìo/rumore, elevata impedenza d'ingresso, impronta timbrica particolamente vicina a quella dei triodi. Sono però affetti da una pronunciata dispersione delle caratteristiche l'uno rispetto all'altro, a parità di sigla. Per un artigiano, però, non è comunque un problema testarne tanti, uno per uno, e selezionarli di conseguenza, come avviene nel nostro caso.

Come è normale, l'accensione del pedale avviene tramite l'inserimento del jack d'ingresso e ciò è segnalato dal LED rosso. Il LED verde si accende soltanto quando il pedale viene attivato tramite il footswitch. La batteria interna viene esclusa, automaticamente, quando si inserisce il jack dell'alimentatore esterno e se quest'ultimo dovesse avere la polarità errata, il circuito non subirebbe alcun danno grazie alla robusta protezione installata. Il circuito è protetto anche contro alimentatori che, pur avendo polarità corretta, forniscano tensioni troppo elevate.

Ogni esemplare viene individualmente realizzato, messo a punto, collaudato e poi numerato all'interno, oltre che dotato di una batteria alcalina, fornita in omaggio col pealde. Il cablaggio è, ovviamente, TRUE BYPASS, eseguito con cavetto schermato professionale OFC, mentre la componentistica è quasi totalmente alloggiata su PCB.

Componentistica:

- Potenziometri ALPHA e CTS da 24mm;

- JFET Fairchild;

- Condensatori Panasonic FC, Frolyt ERF, SILVER MICA, WIMA MKP, Roederstein MKT 1818;

L'assorbimento totale del circuito, con entrambi i LED accesi, è di 5,5 mA.

Il peso complessivo del GRAND SLAM, compresa la batteria, è di circa 700 gr.

Impedenza d'ingresso: maggionre di 1 Mohm.

Impedenza di uscita: inferiore a 500 ohm.

Le dimensioni del contenitore, in alluminio pressofuso, sono 146x120x38mm (5.70 x 4.70 x 1.50D inch) e si tratta del più piccolo possibile che potesse adattarsi a questo progetto. L'obiettivo primario era, infatti, il raggiungimento delle più elevate prestazioni soniche, insieme all'affidabilità e silenziosità del booster.
L’esemplare delle foto pubblicate sul presente articolo sono quelle della versione in legno (con schermatura interna in foglio di rame), dalle stesse identiche dimensioni degli esemplari dal contenitore in alluminio tipo BBDD.

Adoperare il GRAND SLAM sarà un'occasione, inoltre, per avere un'idea tangibile della filosofia progettuale, delle convinzioni e degli obiettivi che mi propongo di realizzare tramite i miei prodotti.

L’altro booster che ho in cantiere, già allo stadio di prototipo avanzato, è sempre a JFET ma si
 alimenta solamente a 24V, naturalmente tramite un alimentatore esterno. I controlli di cui sarà dotato sono l’OUT LEVEL (ovviamente) e un classico TONE, che permette di enfatizzare o ridurre le frequenze alte e medio-alte (a differenza del FOCUS proprio del GRAND SLAM).



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lunedì 23 maggio 2016

SERVIZIO DI PREPARAZIONE E MONTAGGIO BATTIPENNA P90 - HOT RAIL - P90 SU STRATOCASTER E STRATOIDI


Leggendo qua e là sui diversi forum dedicati ai chitarristi, ho trovato molte storie di utenti (per la maggior parte muniti di stratoidi) che desiderano questa e/o quella modifica o aggiunta di funzione allo schema elettrico della loro chitarra.


 Molte volte stanno lì a chiedere lumi agli altri, sperando di riuscire a "carpire i segreti" del come fare per implementare correttamente la modifica desiderata.
Capita che qualcuno esperto gli risponda pure, ma poi sono loro a non poter capire e mettere in pratica i consigli correttamente, aumentando così soltanto la loro frustrazione.
 Qualche volta si tratta si riuscire a rendere splittabile un humbucker (o più semplicemente sostituire il single coil al ponte con un HB per accorgersi poi, chissà quando, che di quest'ultimo aveva collegato al circuito una sola bobina ottenendo un... nuovo "single coil"). Altre volte si cerca di mettere sul battipenna uno switch che faccia "sparire" il pickup centrale mettendo contemporaneamente il pickup al manico in parallelo con quello al ponte, per ottenere il twang da Telecaster. Qualcuno afferma che questa dovrebbe essere una funzione implementata di serie sulle Strato (e stratoidi) ma, secondo me, così facendo, i produttori potrebbero vedersi ridurre le vendite di modelli Telecaster...
Altri si accorgono che la configurazione di volume e toni originale, sulle Strat, non fa per loro e vorrebbero, magari, un solo controllo di tono per tutti i pickup che, in particolare, riuscirebbe a rendere meno "acido" quel single coil al ponte, quando usato in distorsione/overdrive.
Questa mi sembra già la casistica più ricorrente.
Cosa si fa se non si riesce a risolvere da soli il problema? Si va dal bravo guru a portata di mano, per chi ce l'ha, o dall'amico praticone che a volte ci riesce, a volte no... saldature fredde a parte.
Magari si va su ebay o sul mercatino in cerca del battipenna custom che risponda ai nostri desideri e, in effetti, qualcuno che propone qualcosa c'è, ma, francamente, almeno io non visto nessuna proposta che soddisfi già quanto ho riportato sopra.
Allora perché non farlo io, avendo (fino a prova contraria, ovviamente) le cognizioni e la manualità adatte, acquisite negli anni con circuiti audio ben più complessi di quelli di una chitarra elettrica?
Così ho deciso di preparare una serie di battipenna customizzati, partendo da quelli realizzati con materiali si economici (in particolare con pickup ceramici, che vanno meglio di quanto molti sostengano), ma comunque controllati, selezionati e cerati per bene. A parte i mini humbucker Hot Rail, (che non si possono aprire senza danneggiarli seriamente), per esempio, i sigle coil tipo Strat (humbucker tradizionali non li uso, poi capirete perché) si sottopongo sistematicamente a nuova ceratura, con miscela di cera d'api e paraffina in rapporto 1/3, a circa 70°C per una decina di minuti. Inoltre sostituisco sempre i loro fili di uscita, singoli, con del cavetto schermato professionale.
Sarebbe spiacevole, infatti, montare un battipenna per poi accorgersi di non poterci suonare ad alto volume perché il fischio ininterrotto che si produce da qualche bobina dei pickup è insopportabile...


11/09/2016   La ceratura... PRIMA






...E DOPO







13/09/16   Il livello della miscela si è abbassato, quindi ho aggiunto altra cera d'api e paraffina (sempre nel rapporto 1:3 in peso) per ripristinare il livello nel barattolo, alla prossima ceratura.








Nel video linkato qui sotto si vede proprio la ceratura di uno dei due P90 montati sulla mia chitarra. Dalla metà circa del filmato è interessante notare le bollicine di aria che lasicano l'avvolgimento del pickup e salgono in superficie, segno che in fabbrica la ceratura era stata eseguita male (nè è la prova il fatto che questi pickup, prima del trattamento, erano affetti dal fastidioso fenomeno detto "squeal")







P90 - HOT RAIL - P90 SQUIER BULLET STRAT BY ASAR




La mia Squier Bullet Strat dopo l'applicazione del battipenna superversatile P90 - Hot Rail - P90.











La stessa chitarra in versione originale (alla quale, naturalmente, potri sempre riconvertirla nel giro di pochi minuti)







Come vedete dalle foto, ho implementato un battipenna con pickup P90 (Wilkinson, ceramici) al manico e al ponte e un Hot Rail (anche ceramico) in posizione centrale, dedicato a chitarre tipo Strat.
La particolarità di questo battipenna sta nel fatto che oltre al classico selettore a cinque posizioni, una manopola del volume ed una sola manopola del tono, sono presenti ben tre switch ON/ON, di cui quello che prende il posto della manopola che regolava il tono al solo pickup centrale, serve ad escludere proprio l'Hot Rail.
Ciò permette di connettere in parallelo i due P90, come avviene in una Telecaster quando il selettore a 3 posizioni si trova in posizione 2.
Per far funzionare i due P90 in parallelo, oltre ad azionare il menzionato microswitch, occorre che il selettore a cinque posizioni si trovi in una delle tre che siano la seconda, la terza o la quarta (in prima e quinta posizione la chitarra si ammutolisce).
Degli altri due microswitch ON/ON, uno serve a splittare l'Hot Rail da humbucker con le bobine in serie a bobine parallelate (quello vicino alla manopola del volume), mentre l'altro, un push -pull azionato dalla manopola del tono, serve per escludere una bobina, trasformando così il pickup in un single coil a tutti gli effetti.
E' chiaro che tenendo in funzione una sola bobina dell'Hot Rail, qualora venisse azionato il microswitch che serve  a mettere le sue bobine in serie, il pickup si ritroverebbe elettricamente aperto e quindi non suonerebbe affatto.

Questo assetto è uno dei mio tentativi di chitarra elettrica a 360 gradi (anche se non sono proprio 360, sicuramente è di ampie vedute rispetto ai battipenna di serie), col quale ho cercato di condensare le caratteristiche peculiari tanto della Gibson quanto della Fender.
Ci ho meditato molto sopra e non mi sarebbe bastato mettere su il solito battipenna con due humbucker splittabili oppure un HSS, pure con l'humbucker splittabile.
Neanche montare dei P90 in tutte e tre le posizioni sarebbe stato l'ideale per mettere in pratica ciò che avevo in mente.
Quanto sia riuscito nel mio intento, comunque, non so fino a che punto possa spettare a me dirlo.
Ciò che forse mi rallegra maggiormente è il fatto che con una economica chitarrina di produzione moderna, con questo battipenna e pochi altri accorgimenti si può mettere su un'arma con molti tagli che può soddisfare sicuramente un certo numero di chitarristi, specialmente alle prime armi.
E' chiaro che si può replicare impiegando anche dei pickup in alnico...

Le combinazioni offerte da questo battipenna sono quindi dodici (scusate se è poco):

1) P90 al manico;
2) Hot Rail con le bobine in serie (humbucker tradizionale);
3) P90 al ponte;
4) P90 al manico in parallelo al P90 al ponte (Telecaster twang);
5) Hot Rail con le bobine in parallelo;
6) Hot Rail con una sola bobina in funzione;
7) P90 al manico in parallelo all'Hot Rail con le bobine in serie;
8) P90 al manico in parallelo all'Hot Rail con le bobine parallelate;
9) P90 al manico in parallelo all'Hot Rail con una sola bobina in funzione (Stratocaster twang 2);
10) P90 al ponte in parallelo all'Hot Rail con le bobine in serie;
11) P90 al ponte in parallelo all'Hot Rail con le bobine parallelate;
12) P90 al ponte in parallelo all'Hot Rail con una sola bobina in funzione (Stratocaster twang 1).

Il battipenna è nero a tre strati (quindi col bordo bianco). I pickup, le manopole del volume e del tono e quella del selettore a cinque posizioni sono bianchi, in quanto sostituisco le cover originali color crema dei P90 Wilkinson con altre di colore bianco.

Lo stile del battipenna, quindi, richiama quello di SRV.
Al corpo della chitarra vanno praticati quattro fori, necessari al fissaggio dei P90.
Inoltre, considerando che il corpo deve essere predisposto con gli scassi per l'alloggiamento di una configurazione HSH (come è tipico per le Squier Bullet e altre stratoidi, per esempio), per far assumere ai poli magnetici del P90 al ponte la stessa identica posizione occupata dai poli del single coil originale, devo praticare un ulteriore piccolo allargamento allo scasso, come è visibile nelle foto di sotto.
Per quanto riguarda il P90 al manico, invece, i suoi poli magnetici si ritrovano arretrati verso il ponte di un centimetro esatto, rispetto alla posizione che occupavano i poli del single coil originale. Il suono del P90 al manico, però, come sentirete dai video demo che preparerò, è comunque abbastanza profondo...
Una volta commissionatami l'elaborazione, occorre aspettare uno o due mesi per la ricezione della componentistica, dopodiché, consegnatami la chitarra, sarà pronta nel giro di pochi giorni.
Per quanto riguarda i potenziometri, sono entrambi da 500 KOhm, 24 mm (CTS o Bourns). Quello del volume è logaritmico, mentre quello del tono è lineare. Il condensatore del tono è da 22 nF in polipropilene (o con altro dielettrico, a richiesta).
Vi ritroverete con una Strato tra le più versatili mai viste!
Bloccando il ponte e sostituendo le meccaniche originali con un set di autobloccanti (come le Wilkinson WJ07 che prenderò per la mia, ad esempio), avrete tra le mani un piccolo mostro.
A differenza dell'acquisto di una Stratocaster American  Standard o di una messicana, buone anche per chi non vuole rinunciare al mantenimento del prezzo di mercato della propria chitarra, in questo caso l'approccio, specialmente per un principiante (ma non solo...) è decisamente diverso.
Infatti, spendendo una cifra inferiore ai 150 euro ci si porta a casa una Squier Bullet originale e spero che ne rimarrete favorevolmente sorpresi, come è successo a me (tenuta dell'accordatura a parte!).
Con un altro paio di centinaia di euro la si può upgradare come descritto in questo articolo, e ci escono pure le meccaniche autobloccanti.
Successivamente, volendo, si può migliorare ulteriormente sostituendo, magari, il capotasto in plastica e il ponte, specialmente per chi ci tiene ad usare il vibrato.
E' bello vedere "crescere" la propria chitarra, non trovate?
Io che non uso la leva vibrato, per adesso la lascio con il ponte bloccato.
Tra l'altro, la timbrica brillante e aperta di questa Strat, dovuta principalmente al corpo in tiglio (caratteristica che sembra piuttosto coerente con lo spirito proprio del progetto Stratocaster) sembra fare una bella accoppiata con il tono più pieno e profondo, ma sempre da vero single coil, tipico dei P90.
Se la manopola del tono viene lasciata abbassata e nessuno dei due toggle switch viene attivato, la chitarra si ritrova con tre single coil, combinabili nelle classiche cinque combinazioni delle classica Stratocaster.





Il corpo della chitarra prima dell'intervento col Dremel...



                                                                                 ...e dopo...




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sabato 14 maggio 2016

SQUIER JHP (Jacketed Hollow Point) BULLET STRAT. P90-HOT RAILS-P90. FRANKENSTRAT / FRANKENSQUIRE

07/03/2017   Finalmente ho scattato nuove foto. Avevo quasi dimenticato di aggiornare questo articolo... ma la settimana prossima dovrei pubblicare anche i video dimostrativi, non solo della mia Squier Bullet col battipenna P90 - Hot Rail - P90 super versatile, ma anche del mio diffusore acustico LEGEND V12, del finale valvolare VOYAGER X  e del preamp VOYAGER X (ancora in fase di sviluppo, è soltanto il canale pulito).
Gireremo anche un video dove il canale pulito del preamp progetto VOYAGER X verrà sostituito da una pedaliera POD HD500X.













Il 07/01/2017 ho tolto alcune foto dall'articolo, che saranno sostituite, prossimamente, da quelle che sto scattando sul progetto definitivo. Il mini-switch che agiva attivando o disattivando una delle due bobine dell'humbucker Hot Rail è stato sostituito da un push-push implementato sulla manopola del tono (unico per tutti e tre i pickup) e il grezzo battipenna provvisorio è stato sostituito da un 3 ply nero-bianco-nero.


Aggiornamento foto del 28/05/16








14/05/16 Ovvero... la messa in pratica del progetto SPG2 (prima puntata).









Wilkinson P90 a manico e ponte, con un Hot Rails in posizione centrale.

Detto così, forse, si potrebbe obiettare che sarebbe stato meglio lasciare da soli i due P90, con un selettore a tre posizioni tipo Telecaster, oppure di andare su un altro schema classico, quello con la tradizionale configurazione SSS che vede lo Strat single coil al ponte sostituito da un mini humbucker Hot Rail (magari splittabile tramite uno switch).

La particolarità della configurazione che si vede nelle foto sta anche e soprattutto nel fatto che sul battipenna sono presenti ben tre mini switch a due posizioni, i quali permettono dodici (12!) scelte timbriche diverse.

Lo switch numero 1 interviene sull'Hot Rails, permettendo di scegliere tra la configurazione con le bobine in serie, cioè humbucker vero e proprio, oppure in parallelo, soluzione che offre un segnale di uscita meno potente, ma dal profilo timbrico che, seppur accattivante, è diverso da quello di un vero single coil (piuttosto simile al twang di una Gretsch).

Infatti, con lo switch numero 2 si può escludere la bobina più vicina al manico, sempre per quanto riguarda l'Hot Rails, in modo da farlo funzionare come un single coil a tutti gli effetti.

E' chiaro che se l'interruttore numero 1 si trova nella posizione che fa funzionare le due bobine in serie, azionando il numero 2 (una sola bobina attiva) accade che l'Hot Rails viene ridotto al silenzio...
Lo switch numero 3, invece, serve ad escludere l'Hot Rail (come se non ci fosse), comunque sia stato configurato tramite gli switch numero 1 e 2, facendo in modo che quando lo switch a 5 posizioni si trova nelle posizioni 2, 3 o 4, il P90 al ponte e quello al manico si trovano connessi in parallelo, esattamente come avviene in una Telecaster quando il suo switch a 3 posizioni si trova nella posizione centrale.
Con lo switch numero 3 posizionato verso l'alto (i due P90 in parallelo con l'Hot Rail escluso dal circuito) non è possibile far funzionare da solo il P90 al manico oppure da solo il P90 al ponte.

Questo stile mi piace molto sulle Strato sunburst, ed è anche un modo per fare un piccolo omaggio al grande SRV (chissà cosa ne avrebbe pensato di una chitarra del genere?).
Per quanto riguarda il posizionamento dei pickup, come si vede nelle foto, ho cercato il più possibile di mantenere l'impostazione originale da Stratocaster.
Infatti, la fila di poli magnetici del P90 al ponte è nella stessa esatta posizione di quella del single coil classico.












L'Hot Rails occupa la stessa posizione del single coil centrale, ma ha comunque due lame, la cui posizione "media" è lo stesso quella classica, tranne quando il pickup viene fatto funzionare con una sola bobina, che è quella più vicina al ponte.

Per far coincidere la posizione dei poli magnetici del P90 al manico con quella occupata dal single coil che usualmente occupa la stessa posizione, avrei dovuto allargare consistentemente il relativo scasso. Non me la sentivo di modificare così tanto il corpo della chitarra, quindi la fila di magneti di questo P90 si ritrova di un centimetro esatto più arretrata verso il ponte. Motivo, questo, per cui ho deciso che quando l'Hot Rails deve funzionare con una bobina soltanto, si tratta di quella verso il ponte (perché così la distanza con i due P90 è più vicina a quella "media").
Il P90 al manico, comunque, suona in modo fantastico anche così.
A parte i quattro buchi per poter avvitare i P90 al corpo, ho dovuto allargare leggermente lo scasso del pickup al ponte, proprio vicino al ponte stesso, perché per quanto la Squier Bullet sia predisposta per la configurazione HSH, il P90 non sarei riuscito a montarlo come, invece, si vede si vede nelle foto.








                  Nella foto qui sopra, l'Hot Rail è configurato con le bobine in serie (switch N°1).



                                                       
                                                      Hot Rail con le bobine in parallelo













Hot Rail con una sola bobina in funzione (vero single coil) Switch N°2

     In questa stessa foto l'Hot Rai
l è stato escluso tramite lo switch n°3. Quindi funzionano soltanto i due P90, connessi in parallelo (però è necessario che il selettore a cinque posizioni si trovi sulla seconda, terza o quarta: nella foto sopra si trova in prima posizione, quindi la chitarra non suonerebbe affatto)


Le combinazioni offerte da questo battipenna sono quindi dodici:

1) P90 al manico;
2) Hot Rail con le bobine in serie (humbucker tradizionale);
3) P90 al ponte;
4) P90 al manico in parallelo al P90 al ponte (Telecaster twang);
5) Hot Rail con le bobine in parallelo;
6) Hot Rail con una sola bobina in funzione;
7) P90 al manico in parallelo all'Hot Rail con le bobine in serie;
8) P90 al manico in parallelo all'Hot Rail con le bobine parallelate;
9) P90 al manico in parallelo all'Hot Rail con una sola bobina in funzione (Stratocaster twang 2);
10) P90 al ponte in parallelo all'Hot Rail con le bobine in serie;
11) P90 al ponte in parallelo all'Hot Rail con le bobine parallelate;
12) P90 al ponte in parallelo all'Hot Rail con una sola bobina in funzione (Stratocaster twang 1).

Non credo sia necessario che mi metta a descrivere io come sfruttarle...



Nella foto qui sotto, il corpo della mia Bullet Strat prima dell'intervento chirurgico di adeguamento dello scasso che ospita il P90 al ponte. Si vede il segno del pennarello...







Nelle due foto seguenti, invece, il lavoro ultimato, dopo la lavorazione col Dremel e l'applicazione del turapori sulla "ferita"...









Bene, con questo tipo di "proiettile" credo che sarà possibile sparare anche ai tremors senza paura di non riuscire a metterli ko!


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domenica 17 aprile 2016

ASAR SPG3 - BATTIPENNA PRECABLATO PER STRAT MODELS, CON TRE PICK UP HOT RAIL - PREWIRED LOADED STRAT PICKGUARD

Di impostazione del tutto analoga a quella del modello SPG1, con la differenza che invece di avere tre single coil classici, quelli che si trovano, tipicamente, sulle Strato in configurazione SSS, monta tre mini humbuckers Hot Rail ceramici.
Se ne vedono già molti, in giro, di battipenna Strat con tre Hot Rails, ma l'SPG3 ha un toggle switch che permette di escludere dal circuito il pickup in posizione centrale, facendo, così, in modo che quello al ponte e quello al manico possano essere connessi in parallelo. Si ottiene, così, la configurazione caratterizzata dal tipico twang delle Telecaster (nella foto, si tratta dello switch che ha preso il posto della manopola che regolava il tono al solo pickup centrale).
I pickup al manico e al ponte possono essere configurati in parallelo soltanto quando il selettore "5 way" si trova nelle posizioni 2, 3 o 4. Nel caso si trovasse nelle posizioni 1 o 5, portando lo switch in posizione "Tele setup" la chitarra verrebbe zittita.









La funzionalità probabilmente più interessante offerta da questo battipenna, potrebbe essere quella data, invece, dal fatto che un secondo switch a levetta permette di splittare, contemporaneamente, tutti e tre gli Hot Rails da humbuckers a single coil. Nella foto è lo switch posto vicino alla manopola del volume. Anche quando splittati, sarà possibile escludere il pick up centrale tramite l'apposito mini switch di cui ho parlato più sopra.
Splittando i pickup a single coils, le bobine che restano in funzione sono, in tutti e tre i casi, quelle rivolte dalla parte del manico (purtroppo per motivi di forza maggiore non è stato possibile ottenere il classico hum cancelling nelle posizioni 2 e 4 del selettore a 5 posizioni, ma non è detto che prossimamente non riuscirò ad aggirare l'ostacolo).







Il potenziometro del volume è un A500K (500 KOhm logaritmico), mentre il potenziometro del tono è un B500K (500 KOhm lineare).
Il condensatore del controllo tono è da 22 nF, in polipropilene (MKP).
Ovviamente le quattro scritte a pennarello su rettangolini di carta gommata servono soltanto per indicare quali sono le funzioni dei due mini switch in questo articolo dedicato.
In realtà le ho già rimosse, come verrà rimosso lo strato di plastica trasparente protettiva...
La resistenza delle bobine dei tre pickup (misurata collegando, in ogni caso, le due bobine di ogni singolo hot rail in serie, ovvero come humbucker) è, per tutti e tre, di circa 9 KOhm.

Acquistando una sola stratoide è quindi possibile, con un battipenna come questo, prendere più piccioni con la classica fava.
Anche se i risultati timbrici potranno non essere del tutto sovrapponibili a quelli delle singole muse ispiratrici, con una sola chitarra dotata di questo battipenna si potranno imbracciare, contemporaneamente, oltre ad una stratoide SSS, anche una Tele (SS/HH) e una rockettara/metallara di tutto rispetto!








Questo Strat pickguard alloggia perfettamente sulla mia Squier Bullet Sunburst (look alla SRV!), tranne per il fatto che degli undici fori per le viti di fissaggio, soltanto tre corrispondono a quelli sul corpo della chitarra.
Quando ciò accade (e accade molto spesso, a quanto pare) è necessario stuccare i fori nel legno che non combaciano con i corrispettivi del battipenna, per poi praticarne di nuovi che dovranno corrispondere perfettamente con quelli del battipenna.
Per farlo correttamente occorre un minimo di savoir faire, ma con un po' pazienza credo che l'operazione possa riuscire perfettamente a chiunque...
Prossimamente il video dimostrativo su YouTube.
Entro la prima settimana di Settembre sarà proposto su Mercatino Musicale, ebay, Subito.it e tra gli annunci di Accordo.it .





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martedì 12 aprile 2016

ASAR SPG1 BATTIPENNA PRECABLATO PER L'UPGRADING DEI MODELLI STRAT - PREWIRED LOADED STRAT PICKGUARD

Questo battipenna è meno elaborato, rispetto allo schema dell'SPG2, ma credo che rappresenti, comunque, un' interessante alternativa rispetto alla configurazione SSS classica di Strato e stratoidi.
Visto che è abbastanza più economico, rispetto all'SPG2, potrebbe rappresentare una valida scelta anche per i possessori di Squier Bullet (economiche, ma spesso sorprendenti).

Quindi, i pick up restano dei comuni Strat-single coil ceramici (da non sottovalutare), ma anche in questo caso sarà presente un solo controllo di volume ed un solo controllo di tono e, ancora, il controllo di tono che si occupava del pickup centrale lascia il posto ad uno switch che permette di escludere quest'ultimo, trasformando la chitarra in qualcosa di simile ad una Telecaster (versatile, no?).

Anche qui potenziometri CTS o Bourns da 24 mm, anche se sperimenterò sia quelli da 250Kohm che quelli da 500Kohm, cambiando diversi valori del condensatore del tono.
Inoltre, la schermatura farà largo impiego (come faccio sempre) di cavetto coassiale schermato e foglio di rame.
La Strat Pick Guard Mod.1 forse avrà bisogno di meno presentazioni, rispetto al Mod.2, quindi credo che la proporrò più velocemente sui canali di vendita on-line.
Le combinazioni possibili dei pickup saranno sei (le classiche cinque tipiche delle Strato più quella tipo Telecaster in posizione 2 che collega, in parallelo, il pickup al ponte con quello al manico).



Aggiornamento del 10/09/16:

Ecco realizzato il primo esemplare, in versione red tortoise. Ho preferito, comunque, utilizzare anche qui, a dispetto degli standard canonici, potenziometri da 500 KOhm sia per il volume che per il tono (unico per tutti e tre i pickup, con condensatore al polipropilene da 22 nF).


TORTOISE SSS CON STRAT-TELE SWITCH LOADED PICKGUARD

I tre Strat single coil sono dei cinesacci ceramici, che comunque vanno benone (specialmente considerando i prezzi di acquisto). Per migliorarne l'affidabilità li ho innanzitutto sottoposti a processo di ceratura professionale, visto che in fabbrica sembravano averli solo "sporcati" superficialmente con della semplice paraffina. Le spire di filo, infatti, si muovevano anche solo guardandole... figuriamoci mentre ci si suonasse ad alti volumi!




Per la ceratura ho utilizzato una miscela di cera d'api e paraffina 1/3 in peso, riscaldata fino a 70°C.
Ho anche sostituito le coppie di fili singoli di ogni pickup con del cavetto schermato professionale.
Le resistenze dei single coil si aggirano sui 5 KOhm, quindi sono nella norma.



13/09/16   Squier Bullet sunburst con battipenna mod. SPG1 red tortoise (mancano due corde e alcune delle 11 viti di fissaggio, che non combaciavano...)












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ASAR SPG2 - BATTIPENNA PRECABLATO PER STRAT MODELS, CON DUE P90 E UN HOT RAILS - PREWIRED LOADED STRAT PICKGUARD

In questi giorni ho ordinato la componentistica per realizzare una mia idea di pickup set alternativo per le stratoidi.
Ho pensato di mettere un P90 al manico e uno al ponte (inclinato come se fosse il tradizionale single coil in quella posizione) e, invece di mettere un terzo P90 anche nella posizione centrale, ho deciso di provare con un humbucker in formato single coil, ovvero l'ormai diffusissimo Hot Rail).
Devo ammettere che l'idea mi è stata stimolata anche dal fatto di aver scoperto, togliendo il battipenna della mia Squier Bullett, che il corpo è predisposto per accogliere, al ponte e al manico, anche gli humbucker tradizionali. In altre parole, potrebbe ospitare la classica configurazione HSH senza dover lavorare sugli scassi.
Dove c'è posto per un humbucker tradizionale, figuriamoci se non ci va un P90...
Fin qui i pick up che intendo utilizzare.

Passo, ora, a descrivere come intendo cablare l'elettronica.

Innanzitutto ci sarà un unico controllo di volume, come già di consueto sulle Stratocaster e simili.
Monterò un solo controllo del tono, che agirà contemporaneamente su tutti i pickup, come, per esempio, avviene sulle Ibanez.
Al posto della manopola che, usualmente, controlla il tono del pickup centrale comparirà uno switch che permetterà di escludere dal circuito l'Hot Rail centrale, quindi posizionando il selettore dei pick up (il solito 5 way) nelle posizioni 2, 3 o 4, funzioneranno, in parallelo, i due P90 i quali, occupando le posizioni manico e ponte, permetteranno di ottenere un twang simile a quello ottenibile in posizione 2 con una Telecaster.

Per quanto riguarda l'Hot Rail, oltre al suddetto switch che permetterà di escluderlo, non solo potrà suonare o da solo (solita posizione 3 del selettore...) oppure miscelato in parallelo con uno dei P90, ma ci sarà (udite udite) un altro switch che permetterà di scegliere se farlo lavorare come humbucker propriamente detto (ovvero con le due sezioni connesse in serie) oppure con le sue due sezioni connesse in parallelo.

I potenziometri del volume e del tono saranno entrambi da 500Kohm, mentre sul valore del condensatore del tono, dovrò provarne diversi per capire quale mi convincerà maggiormente.
Un altro aspetto da non sottovalutare, specialmente perché saranno presenti dei P90, è che curerò particolarmente la schermatura, non solo utilizzando del cavetto coassiale schermato per tutti i collegamenti, ma anche perché provvederò i pickup, e non solo, di schermi elettromagnetici realizzati ad hoc tramite del foglio di rame da 0,1mm.
Scusate se è poco.
Naturalmente, quando il battipenna ASAR Strat Pick Guard Mod.2 sarà in "servizio attivo", pubblicherò qualche bravo video dimostrativo sul tubo, oltre alle classiche foto.

Se i risultati sonici saranno convincenti, credo che lo metterò in vendita on-line (sui soliti mercatinomusicale e subito.it senz'altro, ma forse anche su ebay) e se qualcuno dovesse decidere di comprarselo, allora me ne costruirò uno nuovo.

Per quanto riguarda i potenziometri, sto pensando di scegliere tra CTS e Bourns, comunque da 24mm.
Le combinazioni possibili che si potranno ottenere da questo battipenna saranno ben nove!
Elencandole:
- P90 al manico;
- Hot Rail in configurazione humbucker;
- Hot Rail in configurazione single coil (con le due sezione connesse in parallelo);
- P90 al ponte;
- P90 al manico connesso in parallelo con quello al ponte (tipo Telecaster in posizione 2);
- P90 al manico in parallelo all'Hot Rail configurato ad humbucker;
- P90 al manico in parallelo all'Hot Rail configurato a single coil;
- P90 al ponte in parallelo all'Hot Rail configurato ad humbucker;
- P90 al ponte in parallelo all'Hot Rail configurato a single coil: